MINDFULNESS E ADHD: REALTÀ O FANTASCIENZA?

Se hai una diagnosi di ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) sai perfettamente che le tue maggiori difficoltà riguardano il controllo dell’attenzione, la gestione delle emozioni e l’impulsività. Così come pianificare i compiti della giornata e portarli a termine in tempo.

Circa il 5% della popolazione ha a che fare con tutto questo tutti i giorni. Non mancano i risvolti positivi di una condizione di neurodiversità come l’ADHD (ne parlo qui). Ma c’è sempre margine per migliorarsi e potenziare le aree più deboli. Vale per tutti.

La Mindfulness è ben descritta nell’immagine: è consapevolezza, è attenzione al momento presente attraverso i sensi, è accoglienza e gentilezza verso i pensieri e le emozioni che ci toccano qui e ora. Mindfulness è sintonizzarsi su chi siamo e come stiamo, escludendo il resto: il chiacchiericcio di tutte le cose da fare, le preoccupazioni, i mille stimoli che ci attraggono, le voci, i rumori, le inezie…

Detto così pare fin troppo facile. La verità è che la Mindfulness è un processo che si apprende giorno dopo giorno, praticando. Una capacità di guardare alle cose, dentro e fuori di sè, che necessita di costanza e applicazione. Ma che porta risultati evidenti, pari a quelli farmacologici: ce lo dice la ricerca neuroscientifica.

Proprio perchè la pratica della Mindfulness è basata sull’attenzione selettiva e sulla concentrazione, sono stati studiati programmi specifici di Mindfulness per ADHD, tali da poter essere affrontati senza eccessiva difficoltà.
E gli esiti sono chiari.

La Mindfulness aiuta le persone ADHD a regolare le emozioni prima che sfocino in un comportamento impulsivo. Aiuta a mantenersi centrati sui propri bisogni e sulle priorità stabilite senza disperdere la concentrazione. Aiuta a focalizzare gli obiettivi (a breve e a lungo termine) e a mantenerli attivi. Aiuta infine ad aumentare il tono dell’umore e la fiducia nelle proprie capacità come diretta conseguenza dei miglioramenti descritti.

Non si tratta quindi di “fantascienza”, di qualcosa per sua natura “non adatto” alle persone iperattive. Con i dovuti accorgimenti, la Mindfulness si conferma un trattamento efficace, salutare, senza controindicazioni. Che guarda alla neurodiversità come a una condizione peculiare da accogliere ed esplorare, più che come a un “deficit da medicare”. Il fine è l’empowerment, il potenziamento della consapevolezza e l’allenamento delle proprie capacità, non la “guarigione”.

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Fonti scientifiche: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4403871/
https://www.researchgate.net/profile/May_Yang/publication/5822474_Mindfulness_Meditation_Training_in_Adults_and_Adolescents_With_ADHD_A_Feasibility_Study/links/00b4952d40cec50b7b000000/Mindfulness-Meditation-Training-in-Adults-and-Adolescents-With-ADHD-A-Feasibility-Study.pdf

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