MINDFUL EATING

Nutrirsi è fondamentale per la sopravvivenza, per lo sviluppo e la crescita, e per preservare la salute. Come dormire e respirare. C’è però una differenza: dormire e respirare sono attività “involontarie”, che il corpo gestisce in autonomia. Mangiare è invece il frutto di più atti volontari: dobbiamo procurarci da mangiare, poi preparare il nostro cibo e disporci a consumarlo.

Proprio per questo “mangiare” ha assunto nel corso del tempo valenze sociali e culturali, essendo profondamente influenzato dall’ambiente e dal contesto, rispondendo sempre più a bisogni che non sono eclusivamente fisiologici, ma anche psico-sociali.

Quando il significato che attribuiamo al cibo assume toni ambivalenti e ansiosi, quando prende il posto di qualcos’altro e lo sostituisce, possiamo abusarne o al contrario privarcene. In ogni caso distorcendone il valore. Con conseguenze nefaste.

Mindful Eating è (ri)appropriarsi di un rapporto funzionale, equilibrato, “lento” e piacevole col CIBO. Come? Imparando a goderne attraverso tutti e cinque i sensi. Diventando coscienti di cosa, come, quando, perchè mangiamo. Coltivando la percezione del sapore e del suo valore psicologico. Accogliendo le emozioni (legate al cibo o non) come legittime emozioni. Accendendo l’attenzione sull’importanza dei nutrienti per il corpo e per la mente. Attenzione che da OSSESSIONE diventa CONSAPEVOLEZZA.

Il protocollo Mindful Eating prevede una serie di esercizi, sotto forma di meditazione e di nuove esperienze sensoriali. Passo dopo passo, cambia l’atteggiamento e cambia il rapporto con il cibo.
Il metodo è stato sviluppato da Jan Chozen Bays ed è considerato in tutto il mondo uno dei sistemi più efficaci per trattare i disturbi del comportamento alimentare (DCA): anoressia nervosa, bulimia e binge eating, ortoressia.

Se hai già cercato in tanti modi di gestire il tuo rapporto col cibo e non hai mai ottenuto benefici e sollievo, scrivimi per informazioni a pecorara@gmail.com o chiama al 333 7606146.

ph: Pablo Merchan Montes