STUDI APERTI – GIORNATA DELLA PSICOLOGIA 2019

Anche per il 2019 si rinnova l’iniziativa di successo dedicata alla salute psicologica e alla difesa della salute mentale contro lo stigma sociale, promossa dal Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi.
Questa Giornata nasce come iniziativa italiana a sostegno del World Mental Health Day, celebrato per la prima volta il 10 ottobre 1992.

Studi Aperti significa che gli psicologi aderenti offrono informazioni sulla propria professione, sui propri trattamenti e aiutano a orientarsi su eventuali percorsi diagnostici e/o terapeutici.

COME? Attraverso conferenze, seminari e incontri pubblici disseminati in tutta Italia. E aprendo i propri studi per un colloquio privato e gratuito. Puoi consultare questo elenco e trovare il professionista più vicino a te.
Nel mio caso mi metterò a disposizione su appuntamento, sia per ricevere nel mio studio a Torino, sia per ricevere in videochat, in tutta Italia.

Il tema 2019 è Psicologia e Diritti Universali. Un tema particolarmente attuale e dibattuto quello sui nuovi diritti. Si va dai diritti per i migranti, ai diritti per le persone LGBTQI+ e le loro famiglie, ai diritti per i malati terminali, fino ai diritti per la neurodiversità. Quest’anno intendo promuovere e celebrare i diritti delle persone neurodiverse (Asperger e spettro autistico, ADHD, DSA, Tourette).

Cresce sempre più la consapevolezza che “neurodiversità” non significa “malattia”. Significa “stile cognitivo differente”. E cosa cambia in concreto? Cambia che i soggetti neurodiversi con un quoziente intellettivo nella norma (o superiore alla norma) non sono malati da accudire e confinare, oggetto della nostra pietà, destinati a ricevere nel migliore dei casi una pensione d’invalidità.
Sono soggetti dotati di grandi capacità che, come tutti, possono e devono contribuire al progresso della comunità e del mondo del lavoro.
Ne parlo anche qui e qui.
È sufficiente che siano messi nelle condizioni di poter imparare, studiare, lavorare, interagire nei modi più congeniali per loro.

Se pretendo che un bambino dislessico impari a leggere seguendo le procedure che usano tutti gli altri bambini, allora no, lui non può farlo. Se pretendo che un bambino autistico possa apprendere in un contesto caotico non potrà farlo. Entrambi i bambini potranno dare il meglio di sè seguendo approcci specifici, studiati per il loro funzionamento cognitivo. La loro è una condizione cerebrale peculiare, non patologica, e va accolta e valorizzata. In cambio avremo un bambino che saprà fare ogni cosa (leggere, scrivere, studiare), oltre a possedere caratteristiche specifiche della sua condizione: ad esempio spiccate doti spaziali e visive, elevata creatività, facilità a pensare fuori dagli schemi, grande capacità di concentrazione e notevoli doti mnestiche.

Per saperne di più sulla Neurodiversità o sulla Giornata Nazionale della Psicologia, o se vuoi prenotare il tuo appuntamento scrivimi a pecorara@gmail.com o chiama al 333 7606146

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