Il Medical Gaslighting non è un fenomeno nuovo. Di sicuro è un tema estremamente attuale a cui ora si dedica più attenzione e non a caso. Perchè il Medical gaslighting è più diffuso di ciò che pensiamo e ha un forte impatto sulla salute fisica ed emotiva delle persone che lo hanno subito.
Intanto di cosa si tratta precisamente?
Il “Medical Gaslighting” si verifica quando i vissuti fisici di un paziente vengono minimizzati, ignorati o erroneamente attribuiti a fattori psicologici o psichiatrici da parte degli operatori sanitari. In buona sostanza, il paziente non viene creduto quando riporta i suoi sintomi, oppure la sua richiesta d’aiuto viene banalizzata. Talvolta persino derisa.
Soprattutto quando i sintomi “non rispecchiano” ciò che un medico si aspetta, non è raro che il paziente si senta dire che “sta esagerando”, che “sta bene, è solo un po’ di stress” e via dicendo.
Questo tipo di risposta e di mancata empatia rompe la fiducia medico/paziente e rompe l’alleanza terapeutica, che è il fattore chiave per ogni terapia che funzioni. Il paziente perde fiducia nella possibilità di essere compreso e di essere preso in carico per la sua condizione clinica. A volte perde persino la fiducia in se stesso. Perchè non sa più a cosa credere: alle parole dello “specialista” o alla verità che sente nel suo corpo? Da qui iniziano spesso i calvari alla disperata ricerca di qualcuno che sappia mettersi in ascolto, prima ancora che avere le giuste “competenze tecniche”.
1. Quando la “Risonanza” si Interrompe
• Il “Feeling Felt”: In un incontro clinico che funziona, il paziente ha bisogno di “sentirsi sentito”. E cioè sentirsi accolto e compreso, validato nei suoi sintomi e nella sua sofferenza.
• La Rottura: Nel gaslighting medico, questa validazione fallisce. Il medico non si sintonizza con la realtà esperita dal paziente e questo crea una profonda divergenza tra l’esperienza soggettiva del corpo (“Sto male”) e il feedback esterno (“Non hai nulla”).
2. L’Impatto sul Sistema Nervoso: Disintegrazione e Trauma
La nostra salute psicofisica si regge sull’integrazione: integrazione tra mente e corpo, integrazione tra esperienza interna e feedback esterno, integrazione tra noi e gli altri. Il gaslighting medico agisce come una forza disgregante e determina:
• Dissonanza Cognitiva (prefrontale): la corteccia prefrontale cerca di dare senso all’esperienza. Quando l’autorità medica nega la realtà, il paziente entra in un conflitto interno che può portare a una perdita di fiducia nelle proprie percezioni enterocettive (i segnali che arrivano dal corpo).
• Risposta da Stress: non essere protetti, accolti e compresi in un momento di vulnerabilità attivale nostre emozioni più profonde (paura, rabbia, imbarazzo, vergogna…), trasformando una visita medica in un potenziale evento traumatico o ri-traumatizzante.
3. La Vulnerabilità dei Sistemi Relazionali
Il Medical Gaslighting non colpisce tutti allo stesso modo. Esistono dinamiche di potere che rendono alcuni sistemi relazionali più fragili. Spesso, pregiudizi impliciti legati al genere, alla giovane età, all’orientamento sessuale o all’appartenenza a minoranze agiscono come bias e questo rende più difficile entrare in sintonia e più facile svalutare i sintomi riportati. Specie se questi sintomi disattendono l’aspettativa del medico, che non riesce a spiegarseli attraverso le sue competenze.
Nella mia esperienza di psicologa, ho incontrato tante persone che mi hanno riportato un lungo cammino prima di arrivare finalmente a una diagnosi. Ci sono casi di malattie rare scambiate per disturbi psichiatrici, malattie autoimmuni non riconosciute e banalizzate come eccesso d’ansia. Esistenze rimaste in sospeso e condizioni cliniche peggiorate perchè non sono state accolte nei tempi e nei modi dovuti.
4. Riparare la Relazione: Verso una Clinica Integrata
Come far fronte a tutto questo?
Per il personale medico/sanitario:
• La validazione come è un potente strumento neurobiologico: validare l’esperienza del paziente non significa necessariamente avere già una diagnosi, ma riconoscere la realtà del suo vissuto. Dare legittimità ai suoi sintomi significa riconoscere autorevolezza a colui/colei che è esperto/a nel percepire il proprio corpo. Questo stabilizza il sistema nervoso del paziente, mettendo le basi per una solida alleanza terapeutica e quindi per una prognosi migliore.
• Mindsight per i professionisti: coltivare una educazione emozionale come parte integrante della propria professionalità e a riconoscere i propri bias prima che interferiscano con la cura.
Per i pazienti:
• Riconoscere quel che sta succedendo nella stanza medica, senza mettere in dubbio la realtà di ciò che percepisci è il primo modo per difendersi dal medical gaslighting. Se più volte hai cercato di spiegare in modo chiaro come ti senti e non sei stato creduto o curato per ciò che portavi, rivolgiti ad altro/a specialista. Troverai qualcuno che saprà dare valore alla tua storia e ti permetterà di trovare le cure più adeguate.
Se hai avuto esperienze di medical gaslighting e ti serve uno spazio per parlarne, scrivimi a pecorara@gmail.com
Photo: Maria Luísa Queiroz
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