DOLORE ANSIA E INSONNIA: FIBROMIALGIA E L’AIUTO DELLA MINDFULNESS

“All’inizio non mi credeva nessuno e ancora adesso fatico a spiegare alla gente come sto e cosa mi succede, perchè ho la sensazione che non mi capiscano”
“Ho dovuto cambiare medico più volte e non rassegnarmi all’idea che fossi solo stressata o esagerata!”
“Ci ho messo un po’ di tempo a capire che avevo bisogno di aiuto. Ciò che mi accadeva non aveva proprio senso. Temevo di essere presa per una che s’inventa le cose o che si diverte a far la vittima, perchè gli esami erano a posto e non c’era niente che non andava…”

Ma andiamo per ordine…
La Fibromialgia (o Sindrome fibromialgica) è un’insieme di sintomi. Questi i più comuni:
1. dolori diffusi riferiti a muscoli, tendini e legamenti
2. sensazione di rigidità corporea
3. spossatezza e fatica cronica
4. mal di testa e insonnia
5. coliti e disturbi gastroenterologici

Questi sintomi sono comprensibilmente capaci di attivare una buona quota di ansia e di stress, oltre che difficoltà a concentrarsi e talvolta a eseguire anche semplici compiti. Ansia, sensibilità allo stress e incapacità di concentrarsi di solito sono annoverati essi stessi tra i sintomi. Ma è pur vero che, come in un circolo vizioso, peggio mi sento, più ansia e confusione sperimento. E in un quadro nosografico che è lungi dall’essere chiaro e definito, si fa ancora fatica a capire cosa genera cosa.

La grande maggioranza dei soggetti colpiti da fibromialgia sono donne tra i 40 e i 60 anni e per ora non esiste una “cura”. Anche la diagnosi non è semplice: di solito, in presenza di valori del sangue nella norma, si fa semplicemente riferimento ai sintomi riportati dai pazienti e si esegue la diagnosi differenziale con l’artrite reumatoide, il lupus, la polimialgia reumatica, per escludere queste e altre patologie simili. Ma nessun esame clinico o di laboratorio è in grado di confermare la diagnosi di fibromialgia. Almeno al momento.

La buona notizia è che un approccio olistico e multidisciplinare può portare risultati nel tempo. Lavorare sul corpo e sulla mente in un’ottica integrata ha dimostrato una certa efficacia.

Quali sono dunque gli interventi che aiutano a minimizzare l’impatto dei sintomi?
Sempre consultando un reumatologo per il proprio specifico caso, possono essere utili massoterapia, termoterapia, agopuntura, yoga e ginnastica dolce, e anche la giusta attenzione all’alimentazione (meglio informarsi su quali cibi aiutano e quali no).
Nei casi più gravi si possono assumere farmaci per il controllo del dolore, ansiolitici e antidepressivi purchè sotto stretto controllo medico.

In questo quadro la psicologia (specialmente la terapia cognitivo-comportamentale) e la Mindfulness sono di grande aiuto per migliorare l’ansia e lo stress che sono parte della sindrome.
Meno stress percepisco, migliore sarà il mio umore, meglio dormirò e meglio riuscirò nello studio e nel lavoro. E probabilmente il dolore fisico che avvertirò sarà meno intenso…

La Mindfulness nasce negli anni ’70 dallo studio appassionato di psicologi e neurobiologi convinti che le pratiche meditative e contemplative di stampo buddhista fossero molto efficaci nel potenziare le nostre risorse mentali e nel silenziare gli elementi di disturbo, per così dire. Elementi di disturbo come pensieri negativi ripetitivi, autocritiche continue, o anche solo la sensazione costante e pervasiva di non essere mai efficaci abbastanza.
Questo gruppo di studiosi aveva perfettamente ragione perchè, attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI), si potè confermare che la pratica meditativa determina cambiamenti nel cervello. Le immagini della risonanza parlavano chiaro!

Dopo un minimo di 6 mesi di training, chi aveva iniziato a praticare la meditazione con costanza mostrava un maggiore afflusso di ossigeno e zuccheri verso alcune aree cerebrali. L’esperienza riportata dai soggetti sperimentali era una sensazione di maggiore pace, maggiore fiducia nelle proprie capacità, una sensazione di maggiore connessione agli altri.

La Mindfulness aiuta a gestire l’ansia e lo stress perchè è un modo diverso e del tutto nuovo di portare attenzione e consapevolezza al corpo: non per quello che ci toglie, ma per quello che ci dà. Mindfulness è ascolto e osservazione profonda e genuina di come stiamo, senza critica e senza giudizio. Ogni volta che ci serve, anche quando siamo avvolti nel dolore, possiamo trovare un po’ di pace ascoltando il respiro, dedicandogli la nostra attenzione. Questo basta a spegnere immediatamente il dolore acuto? No, ma aiuta a distogliere l’attenzione da qualcosa che ci fa stare male. E siccome l’essere umano è capace di portare “attenzione focalizzata” a una sola cosa per volta, si può allenare il cervello a non andare in automatico dove il dente duole (perchè quello il cervello fa!), e rivolgerlo invece con pazienza e gentilezza verso qualcos’altro. Verso una parte di noi che ci accompagna sempre e lavora instancabilmente per noi.
Quante volte ci pensiamo? Quante volte lo diamo per scontato? Vale per il respiro, così come per il battito cardiaco, o per l’assiduo lavoro dei nostri cinque sensi… e per qualsiasi parte di noi o fuori di noi che vogliamo esplorare con curiosità e attenzione rinnovata. Mindfulness è consapevolezza del momento presente: è l’esperienza del qui e ora per com’è, non per come lo vorremmo. È puntare il faro su ciò che c’è e ci sostiene, non su cosa ci manca. È la sensazione rassicurante di essere liberi di stare come stiamo. Non ci è richiesto altro.

La Mindfulness è di primaria importanza anche per trattare l’insonnia, che è tipica della fibromialgia, e che ritroviamo anche in altre condizioni cliniche. La Mindfulness per l’insonnia è uno dei passi fondamentali per comprendere e migliorare la qualità del sonno. Infatti è parte della Terapia Cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-i), ossia il protocollo d’intervento in uso in ogni centro di Medicina del Sonno, in Italia e all’estero.
Insomma, Fibromialgia e Mindfulness hanno ben qualcosa da dirsi!

RISORSE UTILI:
Sezione Fibromialgia dell’Istituto Superiore di Sanità
Approfondimenti su Mindfulness e pratica meditativa
Approfondimento su insonnia e CBT-i (Terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia)
E se vuoi semplicemente raccontarmi la tua esperienza con la fibromialgia, puoi scrivermi a pecorara@gmail.com

Photo: Sidney Sims