Oltre il piatto, una nuova visione del mondo
Abbracciare uno stile di vita vegetariano o vegano non è solo un cambio di dieta: è una vera e propria trasformazione del modo in cui percepiamo la realtà. Ci troviamo a guardare con occhi diversi il mondo animale, il nostro pianeta fragile, il cambiamento climatico, persino noi stressi! Il nostro sguardo non è più solo intellettualistico: si fa vivo, vibrante ed empatico.
È come se si fosse squarciato un velo: una volta che vedi la sofferenza dietro la normalità, non puoi più far finta di non vederla.
Talvolta però, dopo i primi momenti di entusiasmo, ci si scontra con una sensazione sottile e via via logorante: quella di abitare un mondo che non parla la nostra lingua. È quella che la psicologa Clare Mann ha chiamato Vystopia. Improvvisamente, ciò che prima era normale — una cena in famiglia, una battuta al bar, un’informazione che passa al tg — diventa fonte di disagio o di sconforto.
Vivere vegan in un mondo non vegan può farci sentire isolati, inompresi, sminuiti o persino ridicolizzati. A volte ci sentiamo anche in colpa per non riuscire a fare abbastanza o per non essere stati pronti prima a vivere una vita vegan. È questa la Vystopia.
Il peso del “Minority Stress” relazionale
Nella mia pratica clinica, a contatto con chi come me ha scelto il veganesimo, noto spesso che la sofferenza più acuta non deriva dalla mancanza di opzioni al ristorante, ma dalla mancanza di rispetto nelle relazioni più strette. È un peso psicologico specifico: sentirsi ‘l’alieno’ a tavola con le persone che amiamo e che ci amano. Quando i nostri valori più profondi vengono liquidati come fissazioni o capricci, ci sentiamo svalutati e non rappresentati. E ciò può portare a isolarsi, oppure a provare rabbia e frustrazioni costanti.
Il mio lavoro con i pazienti parte da qui: legittimare quel dolore. Non sei “troppo sensibile”, non stai “esagerando”: stai semplicemente reagendo in modo umano a una discrepanza etica profonda.
Validare il dolore per ritrovare l’equilibrio
Una delle sfide più grandi è smettere di sentirsi sbagliati o inadeguati per il fatto di soffrire o di perseguire una scelta ancora “impopolare”. Per proteggersi dalla Vystopia si può cercare la via del “non sentire” o, al contrario, si vive in uno stato di perenne allerta e frustrazione. Come psicologa, accompagno le persone a comprendere che la propria empatia è una bussola, non un difetto di fabbrica. Il segreto non è smettere di sentire, o minimizzare, o rompere con tutto e tutti. Ma imparare a concederci tempi, modi, spazi che proteggano la nostra salute emotiva e i suoi confini. Come? Allenandoci a stare nel mondo validando noi per primi il nostro legittimo sentire e i nostri legittimi bisogni, trasformando l’angoscia in una coerenza che ci faccia sentire integri e non frammentati.
Perché la condivisione di valori in terapia fa la differenza
C’è un motivo per cui molti pazienti cercano specificamente una psicologa vegana: la certezza del sentirsi accolti e compresi fino in fondo senza bisogno di tante spiegazioni. La certezza di condividere gli stessi valori. Perchè lo spazio psicologico funziona solo se sicuro. Sapere che la persona seduta di fronte a te (o dall’altra parte dello schermo) comprende l’impatto emotivo di vivere in una società non-vegana permette di saltare le premesse e andare dritti al cuore del problema, in un clima di riconoscimento empatico, di ascolto non giudicante.
La mia esperienza
Dal 2013 ad oggi, la mia avventura da vegana ha vissuto qualche picco vystopico e ho potuto imparare nel concreto che la coerenza tra i propri valori e la propria vita quotidiana fonda il benessere psicologico a lungo termine. Oltre a questo, dare tempo e modo alle persone vicine a noi di comprendere e accogliere emotivamente il nostro cambiamento, senza pretendere che succeda tutto in un attimo o mai più, può dare fiato a noi e agli altri.
IN TEMA:
• ECO-ANSIA, ATTACCHI DI PANICO E CRISI CLIMATICA:
https://www.rossanasilviapecorara.com/eco-ansia-attacchi-di-panico-e-crisi-climatica/
• SCELTA VEGAN E VITA IN FAMIGLIA: ISTRUZIONI PER L’USO
https://www.scienzavegetariana.it/mail/news-vegan-famiglia.htm
Photo: João Ferreira

